L’esercito degli USA non può combattere contro la Russia
15 anni di inutile fallimentare guerra “al terrorismo” ha ridotto le capacità degli USA di combattere una guerra contro un grande avversario
Nancy A. Youssef, The Daily Beast, 14 agosto 2015 – Russia Insider

Le polemiche sullo statunitense Joint Strike Fighter (JSF) F-35 è ancora bollente, spingendo esperti a porre la domanda: cosa sarebbe successo se l’United States Air Force avesse mollato l’F-35 molti anni prima? Il Lockheed Martin F-35 Joint Strike Fighter, il più nuovo e costoso aereo da guerra del Pentagono di sempre, è una grande delusione per l’United States Air Force e scatena feroci critiche di esperti e parlamentari occidentali. “Tentando di sviluppare un nuovo jet da combattimento, il Pentagono ha speso 100 miliardi, fino ad oggi, per il programma F-35, con cui avrebbe potuto acquistare circa 740 Eurofighter Typhoon. L’euro-qualcosa, naturalmente, non è certo nello stile dell’USAF e il dipartimento dellla Guerra non compra un caccia francese dal 1918“, ha osservato l’esperto statunitense James Hasik del Centro Brent Scowcroft per la sicurezza internazionale. “Allora, cosa altro avrebbe potuto fare l’USAF? Come primo quadro in questa storia alternativa, supponiamo che l’ex-segretario alla Difesa Robert Gates non avesse posto fine al programma F-22 nel 2009 dopo 187 velivoli. Detto ciò, la risposta non è mai solo ancor più F-22“, ha aggiunto. Infatti, oltre l’US Air Force, Marina e Marines speravano che il nuovo jet da combattimento gli desse l’imbattibilità nei cieli. Invece, s’è scoperto che anche se il progetto è andato fuori budget per 165 miliardi di dollari, l’aereo non è efficiente come ampiamente pubblicizzato. La lamentela principale è che l’F-35 è meno maneggevole rispetto al F-22. Nel luglio 2015 il parlamentare federale australiano Dr. Dennis Jensen ha sottolineato nel suo articolo “Ricordiamoci la lezione della guerra aerea del Vietnam” che il produttore dell’aereo aveva evidentemente dimenticato le amare lezioni della guerra del Vietnam. Riferendosi alla dottrina militare degli Stati Uniti degli anni ’50, Jensen ha osservato che sosteneva che l’era del “dogfighting” era finita. Di conseguenza, gli F-4 Phantom statunitensi avevano un avanzato radar di ricerca e puntamento, otto missili aria-aria e altre attrezzature sofisticate. Tuttavia, dato che l’era del “dogfighting” erano presumibilmente finita, il F-4 Phantom fu progettato senza cannone, osserva Jensen. “Poi arrivò l’ora della verità. La potenza degli Stati Uniti, con il sofisticato F-4 Phantom, avrebbe dovuto distruggere facilmente i caccia nemici come il MiG-17. L’obsoleto MiG-17 non aveva radar da combattimento aereo o missili a lungo raggio, ma aveva i cannoni. In combattimento, i missili non funzionarono come pubblicizzato e l’agile MiG-17 causò all’F-4 ogni sorta di problema“, ha sottolineato il parlamentare australiano. E ci risiamo, ha osservato. L’F-35 è dotato di avanzati radar e sensori, ma ciò che è recentemente emerso è che “il JSF è stato ampiamente battuto dall’F-16 progettato 40 anni fa“. “E’ chiaro che il JSF sarà carne morta in caso di combattimento ravvicinato con caccia vecchi di decenni“, ha sottolineato Jensen.
È interessante notare che, in un colloquio con RT, il famoso ingegnere aerospaziale statunitense Pierre Sprey, co-progettista dell’F-16 Falcon e dell’A-10 Warthog, ha osservato che il famigerato F-35 “potrebbe essere fatto a brandelli anche dall’antiquato MiG-21“, per non parlare dei combattimenti ravvicinati con aviogetti di quarta generazione russi Su-27 e MiG-29. Ciò che peggiora le cose è che molti esperti considerano il progetto uno scandaloso spreco di denaro. La RAND Corporation, istituto di ricerca e analisi senza scopo di lucro, ha dichiarato che sebbene il Pentagono persegua numerosi programmi aeronautici comuni, tra cui l’F-35 Joint Strike Fighter, per ridurre il Life Cycle Cost (LCC), ha ovviamente fallito in questa missione.

Inoltre, i programmi portano ad ancora più elevati costi complessivi. “A meno che i servizi protagonisti abbiano esigenze identiche, stabili, il dipartimento della Difesa statunitense dovrebbe evitare il futuro caccia comune e altri programmi congiunti per sviluppare aeromobili complessi“, raccomandano gli analisti della RAND lamentandosi della presenza di un minor numero di prime contractor nel mercato statunitense, minando la potenziale concorrenza futura e “rendendo più difficile controllare i costi“.

Attualmente il dipartimento della Difesa USA (DoD) esamina il numero di F-35 da acquistare. Secondo un rapporto pubblicato dalla Rete per la sicurezza nazionale, i piani d’acquisto e gestione del DoD riguardano 2500 aerei per un costo di circa 1400 miliardi di dollari. Alla luce di ciò, l’analista Bill French ha scritto una relazione dal titolo “Tuono senza fulmine: costo elevato e limitato sviluppo dell’F-35“, analizzando il nuovo velivolo. Il documento afferma che in base ai parametri tecnici, l’F-35 “Perde verso i caccia di quarta generazione MiG-29 e Su-27 sviluppati dalle forze aeree russe e utilizzati in tutto il mondo“. Gli aerei da combattimento sovietici MiG-29 e Su-27 sono superiori in prestazioni tecniche al nuovo caccia statunitense F-35. Tale conclusione è stata raggiunta dall’analista statunitense Bill French, che lavora per l’ONG Rete per la sicurezza nazionale. “L’F-35 è notevolmente inferiore ai russi Su-27 e MiG-29 per carico alare (ad eccezione dell’F-35C), accelerazione e rapporto spinta-peso (il rapporto tra spinta dei motori e peso del velivolo)“, afferma l’analista. Inoltre, tutti gli F-35 hanno una velocità massima significativamente inferiore a quella dei velivoli dell’URSS. French ha anche detto che nei combattimenti aerei simulati, i risultati tracciano un “quadro ancor più preoccupante“. Secondo lui, nel 2009, gli analisti dell’US Air Force Intelligence e della Lockheed Martin Company, che sviluppano il nuovo caccia statunitense, osservarono che nonostante la superiorità del F-35 nella tecnologia stealth e nell’avionica, di fronte a Su- 27 e MiG-29 il rapporto di perdite sarebbe 3:1, cioè per ogni Su-27 o MiG-29 distrutto ce ne sarebbero tre F-35. Inoltre, in un duello istruttivo, un veterano dell’US Air Force su un F-16 ha battuto facilmente l’F-35. Quest’ultimo chiaramente non ha abbastanza manovrabilità, il velivolo non è riuscito a prendere posizione per il lancio di missili o sparare con il cannone mentre l’F-16 è riuscito a inquadrare l’avversario almeno 10 volte. In precedenza i problemi dell’F-35 furono notati in Australia. News.com.au paragonava l’F-35 al caccia di quinta generazione T-50 rilevando, a giudicare dai video, che il velivolo russo surclassa notevolmente in manovrabilità quello degli Stati Uniti.

Il tanto vantato jet da combattimento di quinta generazione degli Stati Uniti F-35 è così pessimo che sarebbe un bersaglio anche per i MiG-21 russi progettati negli anni ’50, afferma il famoso ingegnere aerospaziale statunitense Pierre Sprey ai media russi. “L’F-35 è così malmesso che è assolutamente senza speranza quando affronta aerei moderni. In realtà, verrebbe fatto a pezzi anche dall’antiquato MiG-21“, ha detto Sprey a RT, commentando la recente perizia che respinge il programma F-35 come fallimento totale. Il Lockheed Martin F-35 Lightning II, descritto dai media statunitensi come “aereo d’oro puro” per il prezzo esorbitante, sarebbe impotente in un duello con gli aviogetti di quarta generazione della Russia Su-27 e MiG-29, ha detto Pierre Sprey. “Su-27 e anche MiG-29 hanno grande superficie alare, motori più potenti e trasportano più armi aria-aria e aria-terra… Ecco perché l’F-35 sarà totalmente impotente contro di essi perché quando si affronta un aereo più manovrabile, che accelera più velocemente ed è meglio armato, allora sei nei guai“, ha aggiunto.
Poche persone sono qualificate a parlare di aerei da caccia come Pierre Sprey.
È il co-progettista dell’F-16 Fighting Falcon e del cacciacarri A-10 Warthog, due degli aerei di maggior successo nell’US Air Force. In un rapporto intitolato “Tuono senza fulmine: Alto costo e limitato beneficio del Programma di Sviluppo dell’F-35” pubblicato negli Stati Uniti dall’organizzazione no-profit Rete della sicurezza nazionale, l’analista Bill French ha scritto che, secondo parametri tecnici, l’F-35 “perde con i caccia di quarta generazione MiG-29 e Su-27, sviluppati dalle forze aeree russe e utilizzati in tutto il mondo.” “L’F-35 è notevolmente inferiore ai russi Su-27 e MiG-29 per carico alare (a eccezione dell’F35C), accelerazione e rapporto spinta-peso (il rapporto tra spinta del motore e peso del velivolo)”, ha detto il analista. Inoltre, tutti gli F-35 hanno velocità massima significativamente inferiore rispetto ai velivoli sovietici. French ha anche scritto che nei combattimenti aerei simulati, i risultati danno un “quadro ancor più preoccupante“. Secondo lui, nonostante la superiorità dell’F-35 nella tecnologia stealth e nell’avionica, nel confronto con Su-27 e MiG-29 la perdita attesa è di 3:1, cioè per ogni Su-27 o MiG-29 distrutto ci sarebbero tre F-35 distrutti. Il rapporto afferma che l’F-35 è leggermente migliore ai jet veterani F-16 e F-18.

Una serie di esercitazioni estive classificate preoccupano il dipartimento della Difesa sulle proprie forze impreparate a una seria campagna militare contro la Russia, hanno detto due funzionari della difesa a The Daily Beast. Molti militari ritengono che 15 anni di guerra al terrorismo hanno lasciato le truppe mal preparate e senza la logistica o il livello necessario se la Russia avanzasse sugli alleati della NATO, hanno detto. Tra le lacune svelate dalle esercitazioni vi è il numero di munizioni di precisione disponibili insufficienti per i piani di guerra e difficoltà nel sostenere grandi truppe.

Potremmo probabilmente battere i russi oggi (in una grande battaglia)? Certo, ma ci vorrebbe tutto quello che abbiamo”, ha detto un funzionario della difesa. “Ciò che diciamo è che non siamo pronti come vorremmo“. Un’esercitazione teorica classificata, “TTX”, una sorta di gioco di guerra, “ci ha detto che le guerre (in Iraq e Afghanistan) hanno impoverito la nostra capacità operativa“, spiegava il secondo funzionario della difesa, utilizzando il gergo militare per capacità di combattimento. L’esercitazione fu condotta dal dipartimento della Difesa e coinvolse molte altre agenzie federali. Negli ultimi mesi gli alti ufficiali delle forze armate hanno cominciato a definire la Russia di Putin “minaccia esistenziale” agli Stati Uniti.

I risultati delle esercitazioni e l’avanzata delle forze filo-russe in Ucraina non placano tali paure. Ma queste preoccupazioni su prontezza e resistenza non sono universalmente condivise, nemmeno al Pentagono. Tutti nella dirigenza della sicurezza degli Stati Uniti riconoscono che Mosca ha circa 4000 armi nucleari, il terzo maggiore budget militare del mondo e un leader sempre più bellicoso. C’è poco accordo su come sarà la minaccia. “Una guerra tra Russia e NATO è improbabile date le pesanti ripercussioni che la Russia affronterebbe. Oltre alla travolgente reazione che provocherebbe, il vecchio equipaggiamento militare e capacità logistiche tese della Russia rendono un’offensiva riuscita molto difficile“, ha detto un funzionario dell’intelligence statunitense. “In breve, un diretto conflitto con la Russia ha scarsa probabilità, in situazione ad alto rischio. La sfida della leadership irregolare di Putin è che gli eventi a bassa probabilità siano leggermente più probabili“.

L’esercito degli USA ha ancora il sopravvento su vari aspetti, dopo tutto. Ma ci sono dei limiti, gravi limiti, a tali vantaggi. Nella potenza aerea, per esempio, l’esercito statunitense si appoggia a usurati piloti di caccia e capacità di manutenzione limitate dei loro aerei. I droni da ricognizione necessari dovrebbero essere ritirati da altre zone di conflitto. “Contro un avversario come la Russia, non possiamo avere il dominio dell’aria che abbiamo dato per scontato nei conflitti dall’11 settembre“, ha spiegato il secondo funzionario della difesa. “Ogni conflitto di rilevante entità contro un avversario come la Russia significa impegnare aviatori e risorse che operano in altre parti del mondo, ad una velocità che ne riduce al minimo l’addestramento a quel tipo di combattimento“. Il funzionario ha aggiunto: “Possiamo benissimo fornire la potenza aerea che a noi e nostri alleati permetterebbe di prevalere in un grande scontro, ma allo stato attuale delle nostre forze aeree non è una scommessa sicura“.

Durante a TTX, a giugno, l’esercito statunitense ha svolto quattro grandi esercitazioni con la NATO, chiamate Allied Shield, con 15000 soldati da 19 Paesi membri. A marzo, la Russia ha svolto le proprie esercitazioni, schierando ben 80000 effettivi. “L’obiettivo delle esercitazioni è rilevare le proprie aree più deboli, con la NATO che si concentra su Stati baltici e Polonia, mentre la Russia su regione artica e Grande Nord, Kaliningrad, Crimea e le aree al confine con i membri della NATO Estonia e Lettonia“, come riporta il riassunto delle manovre.

E come l’esercitazione teorica, Allied Shield ha suggerito che gli Stati Uniti non possono combattere per molto contro i russi. Inoltre, la combinazione della Russia di forze speciali, agenti locali, propaganda, spionaggio informatico e attacchi furtivi, impegna molti nell’esercito statunitense su come rispondere. Naturalmente, vogliono controllare l’aggressività russa, soprattutto se Putin agisce verso gli alleati NATO degli USA dei Paesi baltici. Non si è sicuri di come farlo senza avviare la Terza Guerra Mondiale. Soprattutto ora che la Russia s’è dichiarata aperta al concetto di utilizzo del primo colpo nucleare nel conflitto convenzionale. Anna Nemtsova di Daily Beast, attualmente con gli istruttori militari in Ucraina, ha chiesto cosa avrebbero fatto se le loro unità venissero circondate della forze filo-russe. “Fammi pensare un momento, questo è un anno difficile“, ha detto un soldato statunitense. All’ultimo briefing con i giornalisti, il generale Raymond Odierno, ex-capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha detto che le esercitazioni della NATO in Europa illustrano anche piccole sfide che potrebbero avere impatto sproporzionato nella lotta contro la Russia. “Una delle cose che abbiamo appreso è la sfida logistica in Europa orientale. Ad esempio, l’Europa orientale ha una ferrovia a scartamento diverso da quello dell’Europa occidentale (dove gli Stati Uniti tradizionalmente si addestrano) rendendo i rifornimenti più difficili. Quindi ne traiamo grandi lezioni“, ha detto Odierno. Peggio è l’avviso di Odierno che “solo il 33 per cento” delle brigate dell’US Army sono sufficientemente addestratr per affrontare la Russia. Questo è assai meno del 60 per cento necessario. Odierno ha detto che non crede che l’esercito raggiungerà quel livello per molti anni ancora. Al culmine della Guerra Fredda c’erano 250000 soldati statunitensi in Europa. Dopo la prima guerra del Golfo, scesero a circa a 91000. Oggi sono 31000, anche aggiungendo truppe supplementari dopo l’invasione furtiva dell’Ucraina. Eppure, molti nel governo non sono preoccupati quanto i militari. In realtà, gli addetti ai lavori sospettano che l’avvertimento del Pentagono sia un mezzo per fare leva contro le minacce di tagli al bilancio.

L’esercito spera di scongiurare tagli importanti alle forze di terra e ai fondi, mentre la guerra in Afghanistan si esaurisce. Lawrence Korb del Centro per il Progresso Americano di Washington DC, allineato con la Casa Bianca di Obama e Hillary Clinton, ha detto che crede che l’esercito approfitti delle aggressioni russe negli ultimi due anni per combattere le battaglie sul bilancio. Inoltre, Korb non è convinto che le esercitazioni riflettano la realtà, osservando che gli Stati Uniti spendono circa 600 miliardi per la difesa rispetto ai 60 miliardi alla Russia. Le armi russe sono molto meno moderne, e Putin ha dovuto abbandonare il piano da 400 miliardi per aggiornarle all’inizio dell’anno con il crollo del rublo russo. “Ci piacerebbe pulirgli gli orologi. (Lle truppe russe non sono) molto buone. Non sono così moderne“, ha detto Korb. “Credo che (i militari) approfittino della recente aggressione russa perché è chiaro che non utilizzeremo grandi eserciti per affrontare i gruppi come l’autoproclamato Stato islamico”. L’esercito degli Stati Uniti ora si preoccupa della Russia “come la Marina (una volta) parlava dei cinesi” per fermare i tagli al bilancio, ha aggiunto. Ma il tenente-generale Mark Hertling, in pensione nel 2012 da comandante dell’US Army in Europa, ha detto che la minaccia russa esiste da molto prima degli ultimi battibecchi sul bilancio. E i suoi avvertimenti del 2010 caddero nel vuoto. “Stavamo battendo il tamburo sulla Russia nel 2010 e ci dissero (i funzionari di Washington) ‘Vivi ancora nella guerra fredda.’ Tutto ciò che avevamo previsto è accadduto, ma ora è tardi”, ha detto Hertling. “Ciò per mancanza di fiducia tra governo e forze armate“, ha aggiunto. “Monitoravamo i movimenti russi e aumentavano non solo il budget, ma il ritmo delle operazioni e dello sviluppo dei nuovi equipaggiamenti. Sono sempre più aggressivi e provocatori, anche se abbiamo cercato di collaborare”. Da allora, l’esercito si è ridotto rapidamente di 80000 truppe. Qualora il Congresso attuasse i tagli lineari del bilancio come il sequestro, l’esercito passerebbe da 450000 soldati a 420000, il più piccolo esercito degli Stati Uniti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Odierno ha definito tali cifre pericolose. “L’impasse del bilancio inesorabile ci ha costretto a degradare la prontezza a livelli storicamente bassi“, ha detto in una conferenza. Comunque, la Rete per la dirigenza europea di Londra ha pubblicato un rapporto e concluso che le grandi esercitazioni militari aggravano le tensioni, e non dissuadono come previsto. “La Russia si prepara al conflitto con la NATO, e la NATO a un possibile confronto con la Russia. Non suggeriamo che le leadership abbiano deciso la guerra, o che un conflitto militare sia inevitabile, ma che il profilo modificato delle esercizi è un fatto e gioca un ruolo sostenendo il clima di tensione in Europa“, afferma il rapporto intitolato “Prepararsi al peggio: Le esercitazioni militari russe e della NATO rendono la guerra in Europa più probabile?

Nonostante i miliardi spesi per un sistema di difesa missilistico avanzato, i comandanti del Nord America Aerospace Defense hanno ammesso che sarà inefficace. La soluzione? Aggiungere elementi offensivi alla difesa. “Abbiamo fatto progressi incredibili nella difesa missilistica“, ha detto l’Ammiraglio Bill Gortney, capo del NORAD e del Comando del Nord durante una conferenza su Spazio e Difesa Missilistica, secondo Breaking Defense. Tra i successi c’è lo sviluppo dell’intercettore SM-6 in grado di abbattere missili da crociera e balistici. Ma questi sistemi di difesa sono costosi, portando Gortney ad un’altra conclusione. “Non solo è insostenibile, ma non funzionerà“, ha detto. “Perderemo questa battaglia con l’attuale strategia“. Questo perché non importa quanti sistemi di difesa costosi siano acquistati, non basteranno mai a contrastare ogni potenziale minaccia. Allora che deve fare il Dipartimento della Difesa? Secondo le valutazioni dell’ex-Capo di Stato Maggiore dell’esercito Generale Ray Odierno e del Capo delle Operazioni Navali Ammiraglio Jonathan Greenert, la soluzione è duplice. In primo luogo, il NORAD potrebbe prendere in considerazione l’organizzazione di una rete globale per la trasmissione rapida di dati di puntamento alle varie forze armate.

Questo tipo di rete ha operato nell’ultimo decennio ed è poco noto. Un rinnovato interesse potrebbe sostenerne il programma. “E’ una delle cose su cui pensiamo si debba investire realmente per avere dati utili al lancio… in tutti i campi“, ha detto Gortney. “Dobbiamo averlo nel DoD“. Tale rete non sarebbe oltre il regno della possibilità. “Abbiamo la tecnologia. Le tecnologie sono probabilmente tutte pronte“, ha detto Gortney, secondo Breaking Defense. “Si vanno formando“. La seconda fase prevede la strategia del “pronto al lancio“. Utilizzando i dati di puntamento, il NORAD identifica i missili prima di essere lanciati avviando l’attacco preventivo agli impianti di lancio. “Quando osservate il ‘pronti al lancio’, dovete avere una profonda conoscenza dell’avversario, prima di tutto… anche prima che (il missile) sia sulla rampa di lancio“, ha detto Gortney. “Se va in posizione verticale ed ha un nostro obiettivo nel suo sistema, secondo me siamo in ritardo nel problema. Ed è per questo che la capacità offensiva del nostro apparato militare è importante“, ha aggiunto. Se Gortney non specifica la minaccia che potrebbe sopraffare le capacità del NORAD, alluse alla crescente potenza russa davanti alla Commissione per i Servizi Armati del Senato, a marzo. “Se queste tendenze continueranno“, ha detto, “il NORAD si troverà ad affrontare crescenti rischi alla capacità di difendere il Nord America contro le minacce missilistiche, aeree e navali russe“.

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