Il degrado capitolino, ormai proverbiale, offre episodi di svariata natura. Il rischio maggiore, in un contesto così vasto e complesso, è l’assuefazione a delle storie che in altre realtà cittadine solleverebbero nel migliore dei casi uno scandalo e nel peggiore una crisi politica. L’ultimo stadio (almeno per ora), in questa triste escalation, è stato raggiunto mercoledì in tarda mattinata a Piazza Indipendenza, in pieno centro, accanto alla stazione Termini, dove alcuni passanti hanno assistito a una scena immortalata con le fotocamere degli smartphone, temendo di non essere creduti.

La vicenda, purtroppo, si intreccia a un tema molto caldo, perché uno dei due era un richiedente asilo che alloggia nel palazzo sotto il quale si è consumato il rapporto sessuale. L’edificio (Palazzo Curtatone), ex-sede di Federconsorzi e Ispra è stato infatti occupato circa cinque anni fa da un gruppo di richiedenti asilo e, nonostante numerose segnalazioni dei residenti e della proprietà (Idea Fimit) e un’interrogazione parlamentare, non è stato mai sgomberato. Lucia, la ragazza che ha scattato le foto mercoledì mattina, ha sottolineato quanto questo sia solo il più eclatante di una serie di episodi di degrado morale e materiale connesso a una situazione di totale illegalità ormai accettata dalle autorità. Non a caso, ieri alcuni dipendenti del Sole 24 ore, esasperati dalla situazione, hanno deciso di rivolgersi al sindaco Virginia Raggi, alla quale stanno scrivendo una lettera.

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