Un video inneggiante all’Isis sul suo profilo Facebook. E la traduzione dall’arabo del commento del giovane che recita: “Il più bell’inno dell’Isis che abbia mai sentito in vita mia”.

E’ stato postato, insieme ad altri rimossi però da Youtube, il 24 settembre sorso da Ismail Hosni, il giovane italo-tunisino che ieri ha accoltellato tre militari in stazione centrale a Milano. Sulla vicenda è al lavoro anche un pm del pool dell’Antiterrorismo milanese, guidato dal magistrato Alberto Nobili, che sta cercando di capire se il giovane avesse o meno contatti con l’ambiente del radicalismo islamico.

Milano, l’aggressione alla stazione Centrale ripresa dalla telecamera di sorveglianza

Tommaso Bèn Yousef Hosni Ismail è di nazionalità italiana. E’ nato da padre tunisino e madre italiana. Ha precedenti per droga. Era stato arrestato lo scorso dicembre proprio in Centrale per spaccio. “E’ una sorta di nomade che viveva in una specie auto”, dice il questore, e apparterrebbe “a una famiglia difficile”. Madre pugliese di Ischitella, provincia di Foggia, e padre tunisino, anche i genitori hanno grossi precedenti: la madre per violenza su minori e anche il padre per episodi violenti. Su questo stanno indagando gli agenti della Digos, della polizia ferroviaria, della Scientifica e della squadra mobile, che stanno cercando di ricostruire la sua storia.

Il ragazzo avrebbe raccontato di essere nato in Italia il 17 agosto 1996 e poi di essere andato in Tunisia dal padre, per tornare nel nostro Paese nel 2015. Un racconto che gli investigatori stanno verificando. “La madre vive al sud – aggiunge il questore – e l’arrestato ha detto di avere avuto con lei pochissimi contatti negli anni”. “Non ci è sembrato uno squilibrato – dice ancora Cadorna – e il magistrato non ha disposto alcuna valutazione sanitaria”. Dopo essere stato immobilizzato Ben Youssef è svenuto rimanendo a terra per circa un’ora ma i sanitari del 118 arrivati sul posto non hanno prescritto altri accertamenti.

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