Il sesto successo consecutivo dei bianconeri – il terzo di Allegri – è stato probabilmente il più complicato di tutti. Costruito sul solito muro difensivo, sul rendimento straordinario di giocatori chiave come Khedira, ma anche sul sacrificio di Cuadrado e Mandzukic. Poi il genio di Dybala e i gol di Higuain. Ma alla base di tutto la straordinaria intuizione tattica e la gestione di Allegri.

E quindi è leggenda, record assoluto, impresa che assume portata monumentale: sei campionati di seguito, terzo double con la coppa Italia di fila, un dominio che nessun’altra squadra aveva mai imposto negli oltre centoventi anni di calcio italiano. Non servono parole, molto più eloquenti sono i fatti e i numeri in questa domenica destinata a passare alla storia e consacrare la Juventus, questaJuventus, nell’unicità delle sue conquiste.

 

LA PREMIAZIONE E LA FESTA SCUDETTO

LA FESTA – La ripresa è un esercizio mentale da parte della Juventus, con il caldo che soffoca e la voglia di festeggiare che soffia fresca dagli spalti, ma non si notano cedimenti nell’attenzione degli uomini di Allegri, le cui corde vocali si godono un turno di relativo riposo. Anche quando, con il passare dei minuti, la tensione lascia spazio alla voglia di fare accademia e spunta qualche giochettino di troppo. Considerato che il Crotone finisce le forze, soprattutto quelle mentali frustrate dalla cattiveria agonistica juventina, a metà della ripresa, può anche andare bene così. Anche perché all’82’ Alex Sandro incorna in rete un calcio d’angolo di Dybala (rete convalidata dalla goal line tecnology) per lucidare il risultato finale. Da lì è solo attesa per i tre fischi con cui finisce la partita e inizia, finalmente, la festa.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here