“Sì, ho partecipato alla Blue Whale”.     

È la confessione choc di Elisa, nome di fantasia della 13enne di Pescara che ha ammesso di aver partecipato al terrificante “gioco del suicidio”, la macabra ideazione nata dalla fantasia folle del russo Philip Budeikin.

Lo ha detto ai suoi professori, dopo esser svenuta in classe davanti ai compagni, e ai medici del pronto soccorso dell’ospedale, prima di Pescara e poi di Ancora dove è stata ricoverata. Come riporta il Resto del Carlino mancava solo l’atto finale, il lancio dal palazzo più alto della sua città. Per sua fortuna ha posticipato l’ultimo gesto, probabilmente rendendosi conto della gravità di quanto le stesse accadendo. Gli investigatori hanno raccolto tutte le prove che confermerebbero la sua scelta di seguire le indicazione del gioco del Blue Whale: i messaggi sul cellulare con le regole da seguire, le sue confessioni e i tagli sul braccio eseguiti con una lametta da barba.

Il presunto ideatore del Blue Whale
Il presunto ideatore del Blue Whale

Nella sua confessione Elisa ha ammesso che si sarebbe tolta la vita mercoledì sera. “Sull’episodio sono stati aperti due fascicoli”, riporta il Resto del Carlino, “uno dalla Procura de L’Aquila e una da quella dei minorenni di Ancona. Nessuna ipotesi di reato, per ora. La ventilata istigazione al suicidio, della quale potrebbero essere responsabili il presunto ideatore della Blue Whale e tutti coloro che avrebbero partecipato alla sua diffusione con ruoli diversi, è configurabile solo in caso di lesioni gravi acclarate”. Ora la piccola dovrà solo lavorare sulla sua testa per cercare di rimuovere una vicenda terrificante per cercare di tornare a vivere la vita normale di una giovane adolescente.

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