07/03/2015 Venezia, manifestazione Fratelli d'Italia sulla sicurezza, nella foto Giorgia Meloni

La leader di Fratelli d’Italia si scaglia contro il sistema alla tedesca e contesta le liste bloccate. E su Berlusconi: sono dispiaciuta, ha preferito trattare con Renzi

Da oggi si discute del «sistema tedesco», l’ipotesi di legge elettorale proposta da Berlusconi e che pare aver sbloccato l’impasse. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni — che secondo le simulazioni Ipsos per il Corriere potrebbe fare da ago della bilancia nel caso FdI superasse la soglia del 5% — è perplessa sugli ultimi sviluppi.

“Renzi scandaloso”

La leader di FdI giudica in ogni caso “scandaloso” il comportamento di Renzi. “Ha bloccato il Parlamento per mesi cercando la legge elettorale che lo facesse vincere. Prima una, poi l’altra. Ma non funziona così: chi vince lo decidono i cittadini”. La Meloni si dice anche “dispiaciuta” per la linea attualmente seguita da Berlusconi. “Un leader che per anni è stato un argine alla sinistra, ora sembrerebbe orientato a un accordo che potrebbe far ritornare la sinistra al governo”. Il presidente di FdI sospende comunque il giudizio: “Aspettiamo, però, non tutto è già scritto”. E poi aggiunge: “Di certo Berlusconi, che è stato un federatore del centrodestra, ha preferito trattare con Renzi piuttosto che lavorare a una proposta condivisa con le altre forze politiche di questa metà del campo. E le idee c’erano: per esempio un Italicum, con un premio alla  coalizione”.

“Non ci faremo emarginare”

Per la Meloni tutte le varie proposte che si sono succedute in queste settimane hanno come punto in comune le liste bloccate. “Io voglio le preferenze e un premio che garantisca la governabilità. Perché lavoro a un governo diverso, senza Renzi e senza Grillo”. E sull’ipotesi di un eventuale lista unica tra FdI e Lega? “Tengo in considerazione tutte le strade”, risponde Giorgia. “Di certo farò di tutto perché le idee della destra, le posizioni sovraniste, abbiano voce in capitolo. Vogliamo governare non ci faremo emarginare”. Per quanto,  infine, riguarda il voto? “E’ l’unica cosa su cui siamo d’accordo tutti”.

 

L’intervista di Massimo Rebotti, CORRIERE:

Il «tedesco» non vi convince? «Finora non c’è niente di scritto, ma se è un proporzionale secco, senza alcun premio di governabilità, è un sistema fatto per gli inciuci».

Vi preoccupa la soglia? «Per niente, mettano lo sbarramento dove vogliono, noi lo superiamo».

Veramente per i sondaggi siete sul filo del 5%. «Sono entusiasta di questo ruolo che ci affida la simulazione del Corriere secondo la quale la presenza di Fdl nella prossima legislatura è la garanzia che non si potrà fare un governo da inciucio. Significa che ogni voto per noi sarà un voto per evitare la melassa delle larghe intese, per evitare in pratica un nuovo governo Monti».

Il patto Renzi-Berlusconi potrebbe essere solo tecnico, poi ognuno ta la sua strada. «Non c’è mai niente di solo tecnico nelle leggi elettorali. Renzi è stato scandaloso».

Non si fida? «No. Ha bloccato il Parlamento per mesi cercando la legge elettorale che lo facesse vincere. Prima una, poi l’altra. Ma non funziona cosi: chi vince lo decidono i cittadini».

Di Berlusconi si fida? «Questa è una domanda alla quale risponderanno gli italiani». Si sente «tradita»? «Non esageriamo. Sono di spiaciuta. Un leader che per anni è stato un argine alla sinistra, ora sembrerebbe orientato a un accordo che potrebbe far ritornare la sinistra al governo. Aspettiamo, però, non tutto è già scritto. Di certo Berlusconi, che è stato un federatore del centrodestra, ha preferito trattare con Renzi piuttosto che lavorare a una proposta condivisa con le forze politiche di questa metà del campo. E le idee c’erano: per esempio un Italicum, con un premio alla coalizione».

Ora si discute del «tedesco». «Rosatellum, Verdinellum, Cinquestellum… Alla fine su un punto sono tutti uguali: prevedono le liste bloccate ed è la cosa che mi indigna di più. Io voglio le preferenze e un premio che garantisca la governabilità. Perché lavoro a un governo diverso, senza Renzi e senza Grillo».

A questo punto farà la lista unica con Salvini? «Tengo in considerazione tutte le strade. Di certo farò di tutto perché le idee della destra, le posizioni sovraniste, abbiano voce in capitolo. Vogliamo governare, non ci faremo emarginare».

II caso voucher avvicina le urne? «Abbiamo votato a favore dell’emendamento, anche se la proposta non era perfetta. Anche in Commissione Bilancio, però, il tema vero non erano i voucher, ma le elezioni. È Renzi che fa le sue manovre».

Vuole il voto? «È l’unica cosa su cui siamo d’accordo con lui».

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