Se da Bruxelles, durante l’apertura del summit Ue-Cina, Juncker tuona che “NON SI TORNA indietro dall’accordo di Parigi sul clima”, sottolineando che “non ci sarà nessuna marcia indietro sulla transizione energetica” dalla Russia arriva una dichiarazione rimette tutto in discussione: “E’ assolutamente evidente che senza la partecipazione degli Usa gli accordi di Parigi saranno inattuabili”.
Di certo la situazione è più complessa di quanto ogni discorso nazionalista possa lasciar intravedere, nella misura in cui è possibile interpretare il discorso di Trump si può intravedere la ricerca di una soluzione “più giusta” per il blocco produttivo imposto dalle restrizioni in merito alla produzione ed al consumo delle risorse naturali del pianeta.
Al tempo stesso non è possibile prendere nessuna parola con leggerezza, poiché se le versioni “ufficiali” degli accordi diplomatici si rincorrono tra conferme e smentite, è necessario dare un’occhiata più attenta al panorama mondiale per capire  in quale direzione il vento stia tirando, per non farsi trovare impreparati ad ogni nuovo annuncio.

Sicuramente il Presidente Trump non ha voluto semplicemente scrollarsi le spalle e flettere il busto per ribadire l’indipendenza del suo paese, la, nemmeno troppo velata, critica con cui ha indicato nella Cina uno stato al quale viene concesso troppo può trovare ben poche opposizioni, soprattutto analizzando il previsto sviluppo della parabola relativa al suo avanzamento industriale e tecnologico, in costante ascesa alle spese di ogni risorsa naturale circostante e non.

D’altra parte arriva un monito direttamente dagli USA, Tim Cook (Ceo di Apple), Elon Musk (Ceo di Tesla) ed altre personalità di spicco nell’ambito della tecnologia ed innovazione hanno voluto ribadire attraverso un comunicato pubblico il grave errore che gli Stati Uniti d’America farebbero se uscissero dagli accordi sul miglioramento ambientale.
Elon Musk in particolare, il Genio, identificato da Steve Wozniak, l’uomo che assieme a Steve Jobs fondò la Apple e la vera mente dietro il primo Macintosh, come il più grande innovatore di questo secolo, che vuole rinnovare anche il solare termico con dei pannelli pronti ad essere integrati nelle abitazioni del futuro come fossero semplici tegole, pur avendo appoggiato Trump durante la campagna elettorale, ha fatto sapere che se gli accordi di Parigi saranno abbandonati dagli USA, lui stesso uscirà dal consiglio del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Nel comunicato queste aziende, che hanno creato una sorta di task force, chiedono  al Presidente Trump di non ritirare il proprio paese dagli accordi. “Ampliando il mercato a tecnologie pulite ed innovative, l’accordo crea occupazione e crescita economica. Le aziende statunitensi sono in grado di guidare questi mercati e il ritiro dagli accordi limiterà l’accesso a questi ultimi potendo esporci a misure di rappresaglia”. E’ un monito importante quello delle aziende americane quali Intel, Microsoft oltre alle già citate Apple e Tesla che hanno indirizzato negli anni passati ad una vera e propria rivoluzione le proprie aziende puntando esclusivamente ad innovazioni ad impatto ambientale pari a zero.

 

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