Forse è la volta buona. Il prossimo 31 maggio approderà in Aula alla Camera la proposta di legge (prima firma del deputato Pd Matteo Richetti) per abolire definitivamente i vitalizi ai parlamentari e ai consiglieri regionali. L’impianto varato dalla commissione Affari costituzionali della Camera ricalca in sostanza il testo base messo a punto nel 2015. Obiettivo dichiarato della nuova legge è fare strame dei privilegi acquisiti e, citiamo testualmente dal testo del ddl, “estendere ai parlamentari e ai consiglieri regionali il trattamento previdenziale vigente per i lavoratori dipendenti”.

Fra le novità introdotte c’è il via libera alla gestione separata all’Inps delle pensioni dei parlamentari, applicando il sistema contributivo sia a quelle future che a quelle in essere. In altre parole la sforbiciata riguarderà tutti i parlamentari che beneficiano dell’assegno vitalizio, ivi compresi gli onorevoli cessati dal mandato prima del 2012 che invece erano stati graziati dalla precedente riforma. La legge prevede inoltre che il trattamento previdenziale sia “corrisposto unicamente previo esercizio del mandato parlamentare per almeno cinque anni e solo al compimento del sessantacinquesimo anno di età”.

Viene dunque cancellata la possibilità di scontare gli ulteriori anni di mandato – fino a un massimo di cinque – dal computo dell’età pensionabile, facoltà che ora permette ai parlamentari di andare in pensione a sessant’anni. In altre parole anche deputati e senatori andranno in pensione a 65 anni, come i comuni mortali.

Come già accennato la proposta di legge interviene anche sul trattamento previdenziale dei consiglieri regionali, “in modo da adeguarli al nuovo regime valido per i parlamentari e per la generalità dei lavoratori”. Sia le Regioni a statuto ordinario che quelle a statuto speciale dovranno adeguarsi alla nuova normativa “pena la decurtazione dei trasferimenti statali loro spettanti”.

Il testo, secondo quanto previsto dal calendario, approderà nell’aula di Montecitorio il prossimo 31 maggio. Il mandato al relatore Richetti dovrebbe essere votato, sentite le commissioni competenti, martedì. Il Movimento 5 Stelle ha fatto già sapere che voterà a favore. Non resta che aspettare il responso dell’Aula.

 

 

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